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Protezione dell’ambiente

Con l'Accordo di Parigi (COP21 nel dicembre 2015), i governi del mondo si sono impegnati a limitare le emissioni di carbonio per mantenere il riscaldamento climatico "ben al di sotto " di un aumento di 2°C in rapporto ai livelli preindustriali. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo arrivare alla neutralità delle emissioni di carbonio da qui alla seconda metà del secolo. Nonostante la riduzione delle emissioni di carbonio sia essenziale, studi scientifici dimostrano che anche se le emissioni cessassero all'improvviso, il diossido di carbonio già presente nell'atmosfera terrestre potrebbe continuare a riscaldare il nostro pianeta per centinaia di anni. La sfida consiste dunque nell'eliminare attivamente questo eccesso di carbonio presente nella nostra atmosfera.

Sembrerebbe esistere una soluzione semplice. Secondo uno studio dell'Università di Oxford, gli alberi sarebbero la migliore tecnologia per aspirare il diossido di carbonio dell'atmosfera e invertire il riscaldamento climatico. Le foreste riequilibrano il ciclo dell'acqua della Terra, essenziale al raffreddamento del nostro clima. Il 50 % della biomassa di un albero è costituita da carbonio che resta immagazzinato, agendo come un " deposito di carbonio", a meno che l'albero non si decomponga o venga bruciato. Si stima che le foreste del mondo contengano più CO2 dell'atmosfera. In questo contesto,è evidente che dobbiamo fermare la distruzione delle foreste naturali ed accelerare la rinascita di paesaggi forestali.

WeForest lavora con le comunità, le organizzazioni locali e le ONG per sviluppare progetti di rimboschimento su grande scala, dimostrando come sia possibile rivitalizzare delle terre rovinate. L'associazione, sostenuta da un importante bacino scientifico, riunisce piccole e grandi aziende responsabili, impegnate ad avere un impatto positivo sul nostro pianeta. Infatti, WeForest si è data come obiettivo quello di trasformare 250.000 ettari in foreste da qui al 2021 (di cui 25.000 ettari di foreste frutto di rimboschimento) mostrando le loro best practice e trasformandole in standard internazionali. Siamo fieri di poter sostenere il loro ambizioso progetto.




In Francia, circa il 30% delle colonie d’api spariscono ogni anno. In meno di 10 anni, 15 000 apicoltori francesi hanno dovuto abbandonare la loro attività. Il declino considerevole della popolazione di api è chiamato "Colony Collapse Disorder" (CCD). E’ di grande importanza in relazione al ruolo ecologico dell’ape come impollinatrice. Grazie a una sempre maggiore visibilità mediatica, comincia ad esserci una sempre più forte presa di coscienza di questo problema.

L'associazione Un tetto per le api sostiene gli apicoltori nazionali. L’associazione ha saputo creare un’interfaccia che permette ai privati e alle aziende di sponsorizzare delle arnie installate presso gli apicoltori partecipanti al progetto. Un’attenzione particolare è data all’allevamento della specie. Il miele ottenuto è conforme alle norme europee bio e possiede nella maggioranza dei casi l'etichetta di qualità conforme.

In più, l'associazione porta avanti altre iniziative per la protezione delle api. Oltre al lavoro attivo di sensibilizzazione con esposizioni itineranti sulle api, essa sostiene finanziariamente le federazioni dell’apicoltura. Un tetto per le api aiuta in egual modo gli apicoltori che hanno sofferto di un tasso di mortalità d’api elevato o di una cattiva raccolta. In più, l'associazione prende misure per il salvataggio degli "sciami selvaggi d’api". Spesso i privati fanno appello a imprese specializzate per distruggere questi sciami. L'associazione paga un supplemento a queste imprese per poterli salvare e mettere nell’alveare. Siamo felici di questo progetto a lungo termine e impazienti di gustare il nostro miele.




Dopo The Ocean Cleanup, abbiamo deciso di sostenere un’altra associazione che lotta contro l’inquinamento da plastica degli oceani. Il loro approccio sembra allo stesso tempo chiaro e ingegnoso: per fermare l’inquinamento delle acque, bisogna impedire dall’inizio che i rifiuti vi finiscano dentro.

La Plastic Bank è stata creata nel marzo 2013 a Vancouver, Canada. Secondo i fondatori David Katz e Shaun Frankson, il solo modo di fermare l'inquinamento da plastica, sarebbe di quantificare il valore di questa plastica trasferendo il maggior valore possibile nelle mani dei raccoglitori.

Infatti, la Plastic Bank non è un progetto puramente ambientale, ma anche sociale: lo scopo è retribuire le persone, spesso molto povere che abitano in zone estremamente inquinate, per il tempo passato a riciclare la plastica nel loro ambiente: tutti ci guadagnano.

La retribuzione non è intesa necessariamente in denaro, ma anche sotto forma di cibo, vestiti, elettricità, ecc.

La Plastic Bank certifica la plastica riciclata come « plastica sociale ». L’obiettivo è rivenderla a professionisti al fine di poter continuare a remunerare le persone coinvolte nel progetto. Dalla fine del 2017, la Plastic Bank conta tra i suoi partner il gigante tedesco Henkel. Non sorprende l’associazione abbia guadagnato numerosi riconoscimenti per il lavoro svolto. Edenly è fiera di potersi annoverare tra i suoi sostenitori.




L’inquinamento degli Oceani a causa della plastica è uno dei maggiori problemi ambientali della nostra epoca. Coinvolge non solo più di 600 specie marine ma trasporta inquinanti tossici nella nostra catena alimentare. Le Nazioni Unite stimano che l’inquinamento da plastica causerà danni finanziari per cifre del valore di 13 miliardi di dollari l’anno. Questi costi derivano dall’impatto della plastica sulla vita marina, sul turismo, la pesca e le industrie.

The Ocean Cleanup ha come missione il disinnescare questa bomba a scoppio ritardato. Si tratta di una organizzazione senza fini di lucro, che sviluppa tecnologie di punta per eliminare la plastica dagli Oceani. Servendosi delle correnti oceaniche, si stima che il loro sistema di deriva passiva possa ripulire dai rifiuti metà della zona del Grande Pacifico in 5 anni.

« Per il progresso della società, non dobbiamo solo andare avanti, ma anche ripulire dietro di noi. » (Boyan Slat, fondatore & CEO The Ocean Cleanup)
Edenly è piena d’ammirazione per un tale impegno e per una soluzione tecnica così ambiziosa. Siamo felici di poter sostenere The Ocean Cleanup.